Condivido la mia esperienza sulla meditazione e insegno come il restare nel mezzo del nostro dolore, con la compagnia dei nostri demoni, possa rappresentare il Cammino e la nostra salvezza.

Zen e dipendenze
La meditazione, in particolare, il cammino spirituale Zen - nell'antica tradizione giapponese - non rappresenta solo una Via di emancipazione spirituale, ma una rigorosa forma di addestramento del corpo e della mente.
Tutti i problemi sono psicologici, ma tutte le soluzioni sono spirituali
Thomas Hora
Zen e dipendenza
La Pratica Zen, così rigorosa, severa, precisa e sostenente rappresenta un percorso ideale per un essere umano che si è perso in una dipendenza.
Lo sforzo, la determinazione, l’energia, l’esercizio costante dello Zen sono rimedi profondamente curativi per "l’anima ferita" del dipendente.
Lo Zen è una Pratica che ha nel corpo l’elemento fondamentale, e centrale, realizzando se stessi nell’agire/incedere quotidiano.
Nel cammino si cessa di capire quello che si prova, limitandosi a saperlo vivere fino in fondo senza esserne sopraffatti.
Si coglie come gestire il craving con la presenza mentale imparando a sedersi esattamente al centro del proprio dolore.
Si impara a tollerare il senso di vuoto vivendo le proprie imperfezioni come risorse senza il timore di essere sopraffatti dalla paura di disconnetterci dal passato.
Nello Zen si è quando non si è.
Il percorso
Da anni settimanalmente mi reco presso comunità residenziali e SerD constatando ogni volta la meravigliosa efficacia di questi antichi insegnamenti.
Accompagno le persone verso la sintonizzazione con i propri stati emotivi, imparando a restare invece che compensare.
Insegno l’autoregolazione dei propri stati emotivi attraverso il corpo così da gestire i cali chimici di dopamina restando dentro le sensazioni. Ad esempio: “c’è paura, ma non ho paura”.
Nessun cambiamento, ma una lenta, lunga e profonda trasformazione.
Un cammino da ripercorrere ogni giorno e ogni volta che si perde l’equilibrio.
Nulla di facile, o miracoloso, ma un percorso lento, difficile, doloroso, faticoso di ri-appropriazione della propria identità a partire dal nulla/vuoto.
Al centro di questo processo utilizzo lo strumento della meditazione come luogo-palestra dove poter sperimentare ogni moto fisico e mentale.
Modalità di intervento
È possibile strutturare gli interventi modulandoli in base alla tipologia di utenza, alle risorse disponibili e alla struttura che ospita i pazienti/utenti.
Referenze sulla mia attività
C.S.A onlus - comunità terapeutica di Petrognano (Ar)
Comunità terapeutica di "monte oliveto" - Ceis di Verona
SerD di Feltre (BL)
SerD di Arezzo
Carcere di San Gimignano (Siena)
Carcere di Arezzo
Carcere di Sollicciano - Firenze